mercoledì 18 giugno 2008

La privacy eletta a regina dei diritti

C'è qualcosa che non quadra. La squadra di Berlusconi insediatasi al Governo aveva fatto della legalità e della lotta alla immigrazione, in particolar modo clandestina, causa di un innegabile aumento degli episodi criminali; in particolare, di quelli balordi, quelli da strada che in genere sono rivolte a vittime sconosciute, come gli omicidi a scopo di rapina e violenze sessuali. Questa intenzione è stata in linea di massima difesa dai sottoscritti (vedi immigrazione, sicurezza e cicalicci e (in)certezza della pena, clandestinità e CPT) . Il senso di incertezza dei cittadini non deve essere sottovalutato né tanto meno è opportuno, come taluni hanno fatto, colpevolizzare la popolazione per una preoccupazione a cui le notizie di cronaca danno quotidianamente fondamento o, peggio ancora, far passare le sue istanze per deliri da rimbambimento mediatico. Non è un caso che chi lo ha fatto ne abbia pagato le conseguenze in termini di consensi elettorali.
Il centro-destra, meglio del centro-sinistra, ha saputo interpretare le ansie dei cittadini i quali sono – ed è comprensibile – sicuramente più allarmati da certi tipi di reati che da altri. Infatti, il senso di violazione, di umiliazione conseguenti ad una visita, nella propria abitazione, di una banda di rapinatori o, peggio ancora, ad una violenza carnale non sono lontanamente paragonabili con il senso di rabbia e condanna che si può provare nei confronti del politico corrotto, le cui malefatte si ripercuotono comunque negativamente su tutta la collettività. Ma tranquillizzare la popolazione, come avevamo auspicato, e rispondere alle sue aspettative è giusto e sacrosanto ma non esula da altre responsabilità. I concetti di moralità e giustizia non sono suscettibili ad interpretazione.
Infatti, che un cittadino preferisca, tanto per fare un esempio, cento volte vedere fuori dalle patrie galere un Calisto Tanzi piuttosto che lo stupratore della propria sorella, non può e non deve costituire un alibi per depenalizzare certi reati contro la collettività e per agevolare chi si macchia di tali delitti.
Lascia pertanto molto perplessi il DDL che vuole impedire l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche come strumento investigativo per reati che prevedano pene inferiori a 10 anni (fatti salvo quelli contro la pubblica amministrazione) e introdurre il divieto di divulgazione con pene molto aspre per i trasgressori.
Non si può avere il pugno duro con i balordi e con l’altra mano sottrarre alla Giustizia gli strumenti necessari a scoprire, prevenire e punire tanti altri crimini. Non è coerente, la lotta per la legalità va fatta a 360 gradi altrimenti ha ragione qualcuno a pensare che tutto questo tran tran intorno alla criminalità importata e alla la Casta lavora per garantirsi l’impunità. E per mettere a tacere qualsiasi voce che faccia da opposizione, in mancanza di un’opposizione parlamentare, perché il favore con cui è accolto questo DDL è, Di Pietro a parte, unanime. Bipartisan è l’intoccabilità (caso Unipol docet). Ecco come la Casta risponde al V-day di Beppe Grillo, alle denunce di Travaglio, ai libri di Rizzo e Stella e a un esercito di professionisti dell’informazione e di cittadini qualunque che, ognuno con i propri mezzi (dal non-voto al blog giornalistico, passando per innumerevoli blog personali), grida il suo “non ci sto!”.
E’ questa la democrazia? No, non offendiamo questo Concetto che è Nobile, nonostante le sue inevitabili pecche. La democrazia è in quei Paesi dove un rappresentante del popolo da le dimissioni anche solo per esser sospettato di aver fatto qualcosa, anche solo per una dichiarazione infelice che abbia offeso la sensibilità dell’opinione pubblica.
Qui ci stiamo avviando verso la dittatura di una Casta senza pudore e senza ritegno, incoraggiata dal disinteresse di tanti, sostenuta dai tifosi che proiettano, poco realisticamente, i loro Ideali e i loro Valori su politici che riconoscono come valori solo quelli mobiliari e immobiliari, autoreferenziata da un sistema che attrae e produce corrotti che si sostengono mutuamente.
La privacy è assorta a regina di diritti, più importante del diritto a non esser truffati, a non esser molestati, a non esser ammazzati in una macelleria affine alla Santa Rita. La privacy è un diritto importante, non lo neghiamo, anzi, quanto alla divulgazione del contenuto delle intercettazioni è bene evidenziare che i“professionisti dell’informazione”, a volte, debordano ampiamente dai margini del tracciato segnato dal loro codice deontologico, pur di “fare cassetta” e guadagnare in popolarità, oltre che in quattrini! Spesso danno per certo ciò che, in realtà, è una vaga ipotesi, acquisita grazie alla “disattenzione” di coloro che a qualsiasi titolo sono deputati al trattamento degli atti processuali nell’ambito di un dato procedimento (fra tali atti, nel caso d’indagini che prevedono intercettazioni ambientali o telefoniche, sono ricompresi i cosiddetti ”brogliacci”* ).
Che dire, poi, dei verbali che “sfuggono” dai faldoni che dovrebbero essere accuratamente conservati nelle stanze dei PM o in superinaccessibili archivi, cartacei o elettronici che siano?
Pertanto non condividiamo in toto il concetto secondo cui in nome del “diritto all’informazione” sarebbe lecito pubblicare di tutto e di più, anche nel corso delle indagini preliminari, ma, al contrario, dovrebbero esser posti dei paletti che non consentano che vengano pubblicati, prematuramente, nomi e fatti, a volte anche personali ed estranei all’inchiesta, di persone che poi saranno assolte, magari con formula piena, per non aver commesso il fatto. Questi paletti ci sono già: al solito basta applicare la Legge, in maniera che non si faccia sconti a nessuno quando, sfruttando le “larghe maglie del sistema giustizia” si da il via a campagne di stampa, ufficiali e non, che portano a processi mediatici che nulla hanno a che fare con la Democrazia e le Giustizia. Tali processi possono persino influenzare i Magistrati nella formazione del loro libero convincimento che sarà poi la base dell’emissione della sentenza e delle relative motivazioni. Ma di qui a vietare l'uso e la diffusione delle intercettazioni ne passa di acqua sotto i ponti! Siamo seri: visto che ci sono le leggi che tutelerebbero il diritto ad una “democratica riservatezza” dei cittadini, seppur indagati, l’indiscriminato divieto di pubblicare le intercettazioni telefoniche appare come il mero tentativo di oscurare l’informazione e impedire che certe magagne arrivino alle orecchie e agli occhi dell’opinione pubblica.


(*) note relative ad una prima trascrizione delle conversazioni intercettate, direttamente stilati dalla Polizia Giudiziaria delegata a tale genere d’investigazione.

Immagine tratta da www.vocedimegaride.it

10 commenti:

jack ha detto...

Beh,intercettazioni a parte,ci sono reati molto più gravi che sono addirittura impuniti o puniti con arresti domiciliari in hotel a 4 o 5 stelle!Tipo il caso di Marco Ahmetovic.

Quanto alle intercettazioni:
Che me ne può fregare se il Re Vittorio Emanuele va a p......?

In ogni caso è giusto rispettare la privacy.Spesso è accaduto che i magistrati hanno dato la notizia ai giornalisti senza che ancora il diretto interessato fosse a conoscenza di ciò che riguarda allo stesso.Non è giusto che magari prima fanno diffamazione e poi,i giornalisti,se ne escono con una multa di 130 euro per le stronzate che dicono.

ArabaFenice ha detto...

ciao Jack, il caso ahmetovic a cui fai riferimento è stato emblematico ed è per questo su questo blog gli abbiamo dedicato spazio. e ci siamo andati giù duri.
anche a noi non interessa se vittorio emanuele va a p.....e e noi stessi qui abbiamo voluto evidenziare che delle intercettazioni talvolta se ne è fatto un abuso. per questo sarebbe opportuno applicare severamente le leggi a tutela della privacy. tuttavia, la privacy non può essere prioritaria rispetto alle esigenze della giustizia perciò la nostra linea è punire gli abusi ma senza privare i magistrati di uno strumento così utile agli indagine e senza imbavagliare l'informazione, che ovviamente non deve aver carattere di calunnia.

Gianfranco Guccia ha detto...

@Anna:
quoto in pieno i contenuti del to commento!
Un abbraccio!

@Jack:
concordo anche con quanto qui sostieni; mi fa piacere che esistano persone ancora in grado di pensare con il proprio cervello senza necessità di "doverlo chiedere in prestito" ad altri!
Ovviamente ritengo che, come nel caso della clinica Santa Rita, ove esista il pericolo che altra povera gente ammalata cada tra le grinfie dei gestori di un "simile mattatoio", occorre bloccarne immediatamente l'attività prima ancora che propalare i contenuti delle intercettazioni, provvedimento che, mi risulta, sia già stato comunque preso; viceversa non esiterei a diffondere in prima persona una notizia di tale gravità nel caso di un mancato adempimento, da parte dell'Autorità Giudiziaria, atto ad impedire ulteriori "massacri" di poveri ammalati, infischiandomene altamente delle ventuali conseguenze!
La salvaguardia della "Salute Pubblica", come ragione prevalente su ogni altro diritto di privati, o soggetti terzi, è sancita a chiare lettere dal nostro ordinamento giudiziario.
In merito all'attuale sanzione di € 130 per i "giornalisti" che scrivono c*****e megagalattiche, sono ben poca cosa rispetto quello che, presumibilmente, "guadagnano" grazie alle "fonti" che "li inducono in errore" per fini non sempre chiari e palesi!
Non possono passare inosservate anche le faziosità evidenti che affligono alcuni (non certo tutti) "professionisti e dilettanti" dell'informazione che, in qualche caso, preferiscono tacere per volontà di qualche "occulto manovratore" disposto a sborsare un "qualcosa" in cambio di un silenzio consapevolmente reticente, approfittando di coloro che non tengono nel giusto conto la deontologia professionale e la propria dignità personale (beneficium accipere, libertatem est vendere)!
Un caro saluto.

jack ha detto...

@Anna:
Si,quoto in pieno ciò che dici.
Il fatto è che spesso in italia si cerca di portare all'esagerazione ogni cosa,sia da una parte dello schieramento politico che dall'altra.
Penso comunque che i giornalisti dovrebbero essere gli ultimi a sapere la notizia per poi diffonderla per mezzo stampa.Fin'ora mi pare che le persone indagate (ho detto "indagate" e ciò non vuol dire "condannate".Infatti "indagato" può essere chiunque: io,tu,egli,noi,voi ,essi..basta stare sulle scatole a qualcuno) sono sempre state le ultime a sapere di ricevere un avviso di garanzia o qualcosa del genere; Anzi,hanno saputo di essere indagate tramite la Stampa e magari l'avviso di garanzia doveva ancora arrivare.Basterebbe applicare le leggi della privacy che esistono già.


@Gianfranco:
Grazie per il complimento!;)
Per quanto riguarda la clinica Santa Rita credo che le intercettazioni siano più che lecite..Non si scherza con la vita della gente.Dovrebbero entrare in carcere e uscire direttamente con la cassa da morto,anche se andrebbe bene un normale sacchetto della spazzatura ben sigillato.
Concordo con ciò che hai detto.
A presto;)

ArabaFenice ha detto...

@ jack
sì, hai ragione. per quanto mi riguarda posso anche rimanere all'oscuro di quanto tizio e caio si sono precisamente detti; l'importante è però che lo sappia il magistrato che sta indagando.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Ti quoto in toto Gianni. E aggiungo anche che il Decreto Salva Premier è tale per cui moltissimi reati restano di fatto sospesi se ho inteso correttamente. Anche questa è una mazzata data al cittadino...

Un caro saluto
Daniele

Gianfranco Guccia ha detto...

Daniele! E' un piacere rileggerti su queste pagine! Ti ringrazio per l'apprezzamento; concordo anche sulla necessità di tenera alta la guardia sui provvedimenti c.d. "ad personam" che lasciano un certo retrogusto amaro, decisamente sgradevole!
Purtroppo la nostra classe politica ci ha abituati a "trovate" ed escamotage tutt'altro che piacevoli!
C'è anche da sottolineare, purtroppo, come il provvedimento in oggetto ha solo apparentemente "sconvolto" l'opposizione, dal momento che, sono convinto, dentro ai palazzi del potere gli scheletri nell'armadio abbondano doviziosamente in ogni angolo!
D'altro canto devo pure ammettere che l'attuale premier ha tutto il diritto di "temere l'acqua tiepida" dopo la bruciante scottatura inflittagli da alcuna parte della magistratura, alludo alla consegna dell'avviso di garanzia che gli venne recapitata durante la famosa riunione del G8 di cui tutti sono a conoscenza; indipendentemente dalle ragioni, vere o presunte, che ne giustificarono l'emissione, è chiaro che quell'atto ebbe un carattere più politico che giudiziario, e mise alla berlina il nostro paese di fronte alla comunità internazionale.
Forse un'azione più equilibrata della Magistratura avrebbe reso più credibile, e soprattutto efficace, l'azione degli Organi Giurisdizionali che, ora come allora, hanno il dovere di perseguire i crimini chiunque ne siano gli autori, dal Presidente della Repubblica fino all'ultimo dei nostri concittadini.
Un piccolo O.T.: non ho dimenticato l'impegno preso nei tuoi riguardi, forse sono vicino alla soluzione.
Ti abbraccio affettuosamente.
Gianni.

Gianfranco Guccia ha detto...

A proposito di norma "Salva Premier": ultimo aggiornamento ADN Kronos.


SICUREZZA: "BERLUSCONI, NON UTILIZZERO NORMA CHE NON E' SALVA PREMIER - INDIGNATO PER QUESTA ESPRESSIONE"

Bruxelles, 20 giu. - Adnkronos - "Appena vedro' i miei legali diro' che io non voglio approfittare di questa norma, perche' voglio allontanare qualunque sospetto. E' una norma "salva tutti" e non una norma "salva premier", come scritto su molti giornali. Cosi', il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al termine del vertice Ue a Bruxelles. Berlusconi si e' quindi detto "indignato per l'espressione usata da molti media italiani per definire l'emendamento".

Voglio sperare che alle parole seguano i fatti!
Se ciò avverrà bisognerà allora ammettere che l'opposizione ha perso una buona occasione per evitare di dimostrare, ancora una volta, come "l'animosità nei confronti dell'avversario politico" è tutt'altro che una linea di pensiero ormai abbandonata da consegnare alla storia, e che ha solo tentato, quindi, di mascherare un modello comportamentale meschino e più attuale che mai!
Sarà difficile credere, in tal caso, che la voglia di dialogo ripetutamente "strombazzata" dall'opposizione sia qualcosa di reale, mostrandosi palesemente, invece, come un mero atteggiamento propagandistico teso esculsivamente a cercare di recuperare un consenso "straperso" tra l'elettorato italiano.
Viceversa, dovremo prendere atto che l'attuale Premier "non è in grado" di dare corso ad intendimenti permeati di coraggiosa dignità.

Gianfranco.

ArabaFenice ha detto...

ciao Gianni,
rispondo con ritardo al tuo commento, per quotarlo in toto. ma mi sbilancio con una previsione: la seconda che hai detto.
le dichiarazioni del premier mi puzzano di propaganda, non ci credo che non sarà il beneficiario di tali provvedimenti.
Ad un certo punto non mi interessa neppure: gli effetti di tali provvedimenti è devastante sulla giustizia che i cittadini chiedono a gran voce e la sua impunità per me sarebbe l'ultimo dei problemi se non fosse che per scagionarsi costui è disposto a rimettere in circolazione orde di stupratori e rapinatori.

Gianfranco Guccia ha detto...

Ciao Anna, certo il timore è forte, anche perché in passato non è che si sia visto un gran ché in merito a provvedimenti per la giustizia!
Resta anche il rammarico di dover constatare che pur cambianto "i direttori dell'orchestra" la "musica" è sempre la stessa!
Vorrei sapere quale gradi di civiltà esprime un paese in cui, anche per una "semplice" causa di lavoro i processi si allungano tanto da provocare la morte civile del ricorrente, che rischia di vedere riconosciuti i suoi diritti "post mortem"!
Ce ne sarebbe abbastanza per imputare coloro che amministrano, si fa per dire, la vituperata Giustizia di "istigazione al suicidio"! E parlo a ragion veduta e con fatti alla mano che posso dimostrare in qualsiasi momento!
Civiltà non è solo combattere la mafia o il crimine organizzato in genere, sempre che la lotta sia posta in essere per motivi di sentito dovere e moralità (anche se, il più delle volte, credo si tratti di pura e semplice propaganda), ma anche garantire, a chi trova il coraggio di denunciare da onesto cittadino il necessario per vivere! Anche se non è un "finto pentito" che se la spassa con i nostri soldi solo per aver confessato magari una ventina di omicidi ed aver collaborato alla cattura di una qualche "mezza cartuccia della mafia", magari già messo "in svendita" dai suoi malavitosi colleghi.
Con la stima e l'amicizia di sempre...Gianni.